Astrologia Previsionale - Astrologia oraria, elettiva, classica e Magia Astrologica

L’ASTROLOGIA DEL GRANDE INQUADRAMENTO STELLARE
Le Matrici Celesti dei grandi eventi storici e dei destini individuali

INDICE
PARTE PRIMA
PRINCIPI E TECNICHE
IL GRANDE INQUADRAMENTO PER DECLINAZIONE: LA GEOMETRIA NASCOSTA DEGLI EVENTI
L’ALTRO INQUADRAMENTO: LA GEOMETRIA DEI 45°
LE REGOLE GENERALI DI ATTIVAZIONE DEI GRANDI INQUADRAMENTI
PARTE SECONDA
APPLICAZIONI IN ASTROLOGIA MONDIALE
L’EPOCA INTORNO AL 2000 A.C.: EFFETTI DI ALDEBARAN SULL’EQUATORE CELESTE
L’EPOCA DI GESÙ: ATTIVAZIONE SIMULTANEA DEI DUE INQUADRAMENTI
LA PRIMA CROCIATA E LA LIBERAZIONE DEL SANTO SEPOLCRO
1346-1353: LA PESTE NERA
1789: LA RIVOLUZIONE FRANCESE
LA SECONDA GUERRA MONDIALE
PARTE TERZA
APPLICAZIONI ALL’ASTROLOGIA INDIVIDUALE
ALEXANDER FLEMING: IL GRANDE INQUADRAMENTO AL SERVIZIO DELLA MEDICINA
TORQUATO TASSO: IL GRANDE INQUADRAMENTO DIVENTA POESIA
GALILEO GALILEI: LA STESSA MATRICE DIVENTA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA
ALBERT EINSTEIN: IL GRANDE INQUADRAMENTO RIPRODOTTO NEL MICROCOSMO
JANNIK SINNER: IL GRANDE INQUADRAMENTO DECLINATO IN SENSO SPORTIVO
CHE COSA INSEGNANO COMPLESSIVAMENTE I CASI INDIVIDUALI
ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE
VIDEOCORSO DI ASTROLOGIA STELLARE (PRIMA PARTE)
VIDEOCORSO DI ASTROLOGIA STELLARE (SECONDA PARTE)
INTRODUZIONE
L’astrologia ha osservato per millenni il movimento degli astri lungo l’eclittica, misurandone soprattutto le longitudini e interpretando le configurazioni che essi formano attraverso i segni zodiacali. Esiste tuttavia un’altra dimensione del cielo, non meno reale e forse ancora più universale: quella della declinazione, cioè della distanza di un astro dall’Equatore celeste verso il Polo Nord o il Polo Sud.
Se la longitudine descrive il procedere degli astri lungo una fascia, la declinazione rivela la loro posizione all’interno dell’intera architettura della sfera celeste. Essa mette direttamente in relazione le stelle con l’Equatore, con i Poli e con alcuni valori intermedi che sembrano possedere una particolare forza geometrica e simbolica. Il cielo non appare allora come una semplice successione di costellazioni, ma come un organismo strutturato intorno ad assi, simmetrie, intervalli ed equidistanze.
Da questa prospettiva nasce la ricerca presentata in questo libro.
Il suo oggetto principale è quello che ho definito Grande Inquadramento per declinazione: una configurazione stellare costruita intorno ai valori di 0°, 30°, 60° e 90°, nella quale alcune tra le stelle più luminose e simbolicamente importanti del firmamento raggiungono le proprie declinazioni estreme. Questi valori scandiscono l’intera sfera celeste con una regolarità impressionante:
+90° — Polo Nord celeste
+60°
+30°
0° Equatore celeste
−30°
−60°
−90° — Polo Sud celeste
I diversi livelli distano tra loro 30° o multipli di 30°, dando origine a paralleli, antiparalleli, equidistanze e figure simmetriche che coinvolgono i tre grandi poli della sfera: il Polo Nord, l’Equatore e il Polo Sud. Si tratta di una geometria che ricorda, nella sua struttura, la Stella di David o Sigillo di Salomone: due movimenti opposti e complementari, uno ascendente e uno discendente, che si incontrano intorno al centro equatoriale.
La straordinarietà di questo schema non dipende soltanto dalla regolarità matematica. Il Grande Inquadramento è formato da stelle di eccezionale luminosità e rilevanza simbolica. Ne fanno parte, tra le altre, Arturo, con la sua massima declinazione prossima a +60°; Polluce, con la massima intorno a +30°; Aldebaran, con la minima intorno a −30°; e Sirio, con la minima prossima a −60°. L’Equatore e i Poli completano la struttura, trasformandola in un vero asse portante della sfera celeste.
Queste posizioni non devono essere considerate soltanto come coordinate appartenenti a una determinata epoca. Quando una stella raggiunge la propria massima o minima declinazione, essa arriva a un punto di arresto del suo lentissimo moto precessionale. Quella declinazione estrema costituisce pertanto una sorta di impronta permanente lasciata dalla stella nel ciclo di circa 26.000 anni della precessione.
La stella si allontanerà successivamente da quel punto, ma la geometria che vi ha formato non perde la propria efficacia astrologica e simbolica. Può essere riattivata secoli o millenni dopo, quando altre stelle raggiungono lo stesso valore e si dispongono a distanze angolari significative, e queste relazioni possono poi, nei vari momenti, essere attivate da pianeti, fasi eliache, paran e altre configurazioni astrologiche. Il cielo conserva così la memoria delle proprie forme precedenti e può riproporle in combinazioni sempre nuove.
Questa è una delle tesi fondamentali del libro e dell’intera Astrologia Stellare da me elaborata in questi anni: le declinazioni estreme rappresentano matrici celesti permanenti, mentre le declinazioni correnti e le configurazioni planetarie ne costituiscono le successive attivazioni storiche.
Il Grande Inquadramento sembra essersi completato in maniera particolarmente significativa nell’epoca compresa tra la nascita dell’Impero romano e l’avvento del Cristianesimo. Intorno agli anni della nascita di Gesù, Spica — la stella più luminosa della Vergine — si trovava sull’Equatore celeste, mentre Polluce, Aldebaran, Sirio e Arturo occupavano o avevano occupato in passato gli altri livelli fondamentali della struttura tramite le declinazioni estreme da esse raggiunte.
Queste geometrie erano rinforzate dalle relazioni delle stelle con il ciclo solare: Spica compiva alcune fasi con il Sole nei giorni degli Equinozi, mentre Castore e Polluce facevano lo stesso nei giorni dei Solstizi. Le grandi scansioni dell’anno solare si intrecciavano così con i valori fondamentali della declinazione, saldando il tempo ciclico terrestre alla geometria della Sfera Celeste.
In questa prospettiva, l’epoca di Gesù può essere interpretata come un momento nel quale il Grande Inquadramento assunse la funzione di uno Stargate, una sorta di apertura simbolica tra diversi livelli della realtà e della coscienza. Quando Equatore, Poli, stelle luminose, declinazioni estreme e fasi solari convergono in un unico disegno, il cielo sembra creare una soglia attraverso la quale determinate potenzialità archetipiche possono entrare con particolare forza nella storia.
Ma il Grande Inquadramento fondato sui multipli di 30° non è l’unica architettura individuabile. Accanto ad esso emerge un secondo sistema costruito sugli intervalli di 45°:
+90° Polo Nord celeste
+45°
0° Equatore celeste
−45°
−90° Polo Sud celeste
In questa seconda figura la distanza tra il Polo e l’Equatore viene divisa in due parti uguali. Il valore di 45° assume quindi una funzione mediana: è il punto che si trova esattamente a metà strada tra il centro equatoriale e ciascuno dei due Poli. Le stelle che raggiungono le loro declinazioni estreme presso +45° e −45° acquistano una particolare capacità di mediazione tra il centro e le estremità della sfera.
Alcune stelle possono quindi appartenere a uno dei due sistemi; altre possono funzionare da ponte tra entrambi. Il cielo si rivela come una rete di famiglie geometriche sovrapposte, capaci di entrare alternativamente in risonanza.
In particolari circostanze i due Inquadramenti possono essere attivati contemporaneamente e produrre una concentrazione eccezionale di corrispondenze. È proprio nei momenti in cui più livelli geometrici convergono che sembrano verificarsi alcuni dei più profondi mutamenti religiosi, politici, scientifici e culturali.
La tesi centrale di questa ricerca è infatti che tali inquadramenti costituiscano alcune delle grandi matrici dell’astrologia mondiale. Essi non descrivono soltanto eventi isolati, ma le condizioni celesti profonde attraverso le quali determinate possibilità entrano nella storia. Le rivoluzioni, le epidemie, le scoperte scientifiche, la nascita di nuove civiltà e le grandi trasformazioni religiose sono accompagnate dalla riattivazione di antiche geometrie stellari.
Nel corso del libro esamineremo casi molto differenti: l’epoca di Gesù, la peste nera, la Rivoluzione francese, le scoperte di Alexander Fleming, Galileo Galilei e Albert Einstein, il genio poetico di Torquato Tasso è quello sportivo di Jannik Sinner. La varietà degli esempi serve a mostrare come una medesima legge geometrica possa assumere contenuti diversi secondo la natura delle stelle e dei pianeti coinvolti.
Il Grande Inquadramento, infatti, non produce sempre lo stesso effetto. Esso costituisce una matrice di potenzialità. La qualità concreta della manifestazione dipende dalle stelle che in una determinata epoca lo riattivano, dalla loro natura, dalle immagini celesti cui appartengono e dalle configurazioni planetarie che consentono a tali energie di esprimersi.
Qui assumono importanza i concetti di Costellazione Generatrice e Costellazione Manifestatrice. La prima rappresenta la radice celeste di una persona, di un’opera o di un evento: il luogo stellare dal quale proviene la sua Essenza e determinate qualità fondamentali. La seconda descrive invece la forma attraverso la quale quelle qualità diventano visibili e operative nel mondo.
Il tema natale non viene pertanto considerato come una realtà separata dal firmamento. Esso è il dispositivo temporale e terrestre attraverso il quale le potenzialità stellari possono essere ricevute, combinate e manifestate. I pianeti agiscono come mediatori e attivatori: collegano stelle distanti, riaccendono rapporti fondati sulle declinazioni estreme e rendono attuale ciò che, nella geometria precessionale, esiste come possibilità permanente.
Il metodo seguito in queste pagine procede quindi per livelli. Si individuano anzitutto le stelle che hanno raggiunto declinazioni estreme presso i valori magici. Si esaminano poi le relazioni tra le loro posizioni estreme e quelle correnti. Si verifica se tali rapporti vengono riattivati da paralleli, antiparalleli, distanze di 30°, 45°, 60°, 90°, 120° o da altre equidistanze significative. Infine, si osserva in che modo pianeti, fasi eliache, paran e angolarità abbiano permesso alla matrice stellare di manifestarsi in un determinato evento o destino.
Questa ricerca richiede rigore, ma anche la capacità di pensare simbolicamente. La precisione matematica da sola non basta, così come non basta una somiglianza simbolica priva di una reale corrispondenza astronomica. La forza dell’interpretazione nasce dall’incontro tra i due livelli: la geometria deve sostenere il simbolo e il simbolo deve dare un contenuto intelligibile alla geometria.
I due grandi inquadramenti ci invitano dunque a guardare il cielo in modo diverso. Le stelle non sono punti isolati, ma parti di architetture che si formano, si dissolvono e ritornano sotto nuove sembianze. La precessione non cancella le antiche configurazioni: le deposita nella memoria della Sfera Celeste. Ogni nuova attivazione può farle riemergere, come se il cielo ricordasse le proprie figure e le proiettasse nuovamente nella storia.
Ciò che accade sulla Terra potrebbe essere allora la manifestazione temporale di geometrie celesti molto più vaste. Le grandi svolte collettive e i destini eccezionali nascerebbero dall’incontro tra una matrice precessionale, una particolare combinazione di stelle e il momento planetario capace di aprirne la porta.
Questo libro intende esplorare quella porta.
Buona lettura
G.A.
Potete acquistare il libro qui. Invece a questo link trovate un elenco completo delle opere pubblicate.